A.T. Fomenko, G.V. Nosovskij
(indagine matematica sui misteri della storia: il progetto Nuova Cronologia)

Introduzione (a cura di V.G. Bani)

Presentazione (scritta dagli autori)

Storia della nuova cronologia

Libri sulla Nuova Cronologia

Indice dell'opera omnia in 7 tomi

Frammenti tradotti tratti dal primo tomo dell'opera omnia in 7 tomi

Aleksandr Kljuev
(nuova visione del mondo: l'evoluzione consapevole dell'uomo)

biografia

bibliografia

Kljuev sull'amore

Anatolij Nekrasov
(indagine psicologica sui rapporti uomo e donna, genitori e figli)

frammenti tradotti tratti da L'amore materno, traduzione di Patrizia Romagnoli

Vitalij e Tat'jana Tichoplavy
(nuova visione del mondo: tra scienza e religione)

biografia-bibliografia

frammenti tradotti tratti da La fisica della fede

Vadim Zeland
(nuova visione del mondo: il Transurfing)

biografia-bibliografia

interviste

frammenti tradotti tratti da Lo spazio delle varianti, primo libro della serie Transurfing della realta

frammenti tradotti tratti da Il fruscio delle stelle del mattino, secondo libro della serie Transurfing della realta

frammenti tradotti tratti da Avanti nel passato, terzo libro della serie Transurfing della realta

frammenti tradotti tratti da La gestione della realta, quarto libro della serie Transurfing della realta

frammenti tradotti tratti da Le mele cadono in cielo, quinto libro della serie Transurfing della realta

frammenti tradotti tratti dal libro L'Arbitro della realta

frammenti tradotti tratti dal libro Il Transurfing Vivo

FAQ domande frequenti dei lettori

Oleg Mosin
(proprieta` dell acqua meno note e note)

la Shungite (sungit): minerale naturale dalle proprieta` uniche.

Vadim Zeland

Frammenti tratti da
Le mele cadono in cielo - V libro della serie Il Transurfing della realta
Indice
Introduzione

I. Il mondo speculare
lo specchio duale
L'Amalgama della realta
All'inseguimento del riflesso
Il mondo si muove incontro
L'intenzione dell'Arbitro
La lega dei costruttori di specchi

II. Il portiere dell'Eternita
L'energia dell'intenzione
La pulizia del mondo
L'arbitro della realta
La coordinazione del sogno
IL Verdetto dell'Arbitro

A casa, ospiti dell'Eternita
Glossario

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Introduzione

Cari lettori, davanti a voi c'e la continuazione del ciclo di scritti sul Transurfing, un aspetto misterioso della realta che ha suscitato nel pubblico tante emozioni. Nel libro precedente si scriveva che l'uomo e in grado di gestirsi da solo la sua realta a condizione che riesca a liberarsi dall'illusione della riflessione duale. Leggendo questo libro capirete come fare.

Quando vi risvegliate nel vostro sogno ad occhi aperti e come se vi svincolaste dal flusso degli eventi e vi ritrovaste nel centro di un caleidoscopio gigantesco che gira tutt'intorno ,
facendo baluginare le sfaccettature della realta. Di questa realta voi risultate essere una parte e al contempo un elemento singolo e indipendente. Allo stesso modo percepite la vostra "singolarita" quando, riscuotendovi nel sogno, vi rendete conto che ora e il sogno a dipendere da voi e non piu voi dal sogno.
L'energia dei pensieri dell'uomo, a determinate condizioni, e in grado di materializzare l'uno o l'altro settore dello spazio delle varianti. In uno stato particolare che nel Transurfing si chiama unita di anima e ragione, prende vita una forza misteriosa, l'intenzione esterna.

Coloro che sono riusciti a mettere in pratica il Transurfing raccontano con stupore di come i loro pensieri si siano materializzati in modo incomprensibile, di come la realta circostante abbia cambiato d'aspetto sotto i loro occhi, di come, senza un motivo evidente, la gente abbia incominciato a rivolgersi a loro con simpatia, di come si siano aperte le porte che prima sembravano insperatamente chiuse. Praticando, si cominciano a notare fenomeni curiosi, come il cambiamento delle "sfumature delle decorazioni" o "i cerchi nella realta", analoghi ai cerchi nell'acqua. Questo succede perche lo strato del mondo ristabilisce la sua freschezza perduta: il gelato ha ora lo stesso gusto che aveva quando si era piccoli, e anche le speranze acquistano lo stesso entusiasmo che si aveva in gioventu. L'aspetto piu importante, comunque, e la caratteristica sensazione di liberta interiore, il privilegio di vivere secondo il proprio "credo". (...)

L'amalgama della realta

Con l'aiuto della tecnica delle diapositive, descritta nel primo libro del Transurfing, ci si puo quindi formare un'immagine che lo specchio del mondo finira per tradurre in realta. Oltre all'immagine, pero, sarebbe bene mantenere nello strato del proprio mondo un certo sfondo invariabile, finalizzato a creare un'atmosfera favorevole costante.
Avrete probabilmente avuto modo di osservare che le immagini variano a seconda dello specchio. Quando ci si guarda allo specchio, il volto, ovviamente, e lo stesso, tuttavia, a seconda degli specchi, vengono messi in evidenza alcuni singoli dettagli, vengono sottolinetae sfumature leggere, ma perfettamente distinguibili: il colorito emotivo, l'umore e persino la tipologia psicologica. A seconda dello specchio il riflesso potra apparire con un piglio buono o cattivo, con un aspetto sano o malato, attraente o meno, caldo o freddo.

Ci si puo chiedere a cosa e dovuto questo spettro di sfumature, considerando che la superficie riflettente deve riflettere impassibilmente? la copia precisa di una stessa immagine. In verita c'e un'intera serie di fattori che possono influire sulla trasmissione dell'immagine. Come per le fotografie, anche qui molto puo dipendere dall'illuminazione. dal colore dello sfondo ma anche della caratteristiche intrinseche dello specchio.

Gia nel Medioevo era stato notato il fascino particolare degli specchi veneziani.Il vetro veneziano era famoso in tutto il mondo per la sua unicita. In realta, pero,questa peculiarita distintiva non dipendeva dal vetro. Si era notato che, specchiarsi in uno specchio veneziano era piu piacevole che in uno specchio ordinario, il volto acquisiva un'evidente bellezza. I mastri vetrai veneziani serbavano infatti un segreto: nell'amalgama, cioe nella composizione della superficie riflettente, aggiungevano dell'oro, ragion per cui nello spettro del riflesso cominciavano a prevalere le sfumature calde. Allo stesso modo ci si puo ottimizzare apposta per se un pezzetto dello specchio duale. Al fine di organizzare confortevolmente lo strato del proprio mondo, occorre formarsi un proprio amalgama. Lo strato del mondo si compone di una moltitudine di reazioni, dal rapporto della persona con se stessa ai suoi rapporti con l'una o l'altra manifestazione della realta circostante. Da questo spettro di rapporti bisognera estrapolare una linea principale, che costituira lo sfondo prevalente. In qualita di direttiva dominant si potra ad esempio scegliere la formula : "Il mio mondo si occupa di me". L'uomo tende ad esprimere volentieri il proprio rapporto verso il mondo in forma di insoddisfazione, quando ce n'e il motivo, mentre tende ad accettare tutto il positivo con indifferenza, come se fosse dovuto. Si tratta di una reazione dovuta alla forza dell'abitudine, inconscia, come la reazione di un'ostrica. Ebbene, dunque, ora provate a salire di un gradino rispetto alla posizione dell'ostrica, risvegliatevi, riscuotetevi e provate a sfruttare il provilegio che abbiamo noi umani di esprimere il nostro rapporto verso la realta in modo consapevole.(...) A nessuno viene in mente che, se si prende il rapporto con il mondo sotto il proprio controllo consapevole, lo strato del mondo si puo rinnovare. Il mondo circostante si presentera a seconda di come riuscirete a gestire la vostra visione del mondo. Non si tratta di un vuoto invito a guardare la vita con ottimismo, ma di un invito a intraprendere un lavoro concreto, finalizzato alla formazione della propia realta.

A partire da questo momento, qualunque cosa succeda, imponetevi la regola di tenere sotto controllo il vostro rapporto verso il mondo. Non importa, se ora come ora non state bene come vorreste. Comunque sia le cose non vanno poi cosi male e indubbiamente potrebbero andar peggio. (...) All'inizio vi dovrete armare di pazienza e autocontrollo, dovete capire che state svolgendo un lavoro concreto finalizzato alla formazione della vostra realta. Il lavoro consiste precisamente in questo: ogni volta che vi scontrare con qualche spiacevole circostanza, di qualunque entita essa sia, anche la piu irrisoria, affermate per voi stessi la formula dell'amalgama, sempre, qualsiasi cosa, bella o brutta, succeda. Se vi arride il successo, non dimenticatevi di confermare a voi stessi che il mondo si occupa veramente di voi. Constatate quest'affermazione in ogni piccolezza. Quando invece vi scontrate con una circostanza fastidiosa, affermate comunque che va tutto come deve, in base al principio della coordinazione dell'intenzione.

(...) In questa semplicissima tecnica e racchiusa una forza potente, che non sospettate nemmeno.Gestendo il proprio rapporto con il mondo, gestite la realta. Lo specchio duale portera ad incarnarsi quei settori dello spazio delle varianti dove il mondo si occupa del vostro benessere e col tempo arriverete a formarvi una realta molto comoda.

Preparatevi dunque, vi aspetta una meravigliosa cascata di piacevoli sorprese. Lo dico senza la minima esagerazione. Lo strato del vostro mondo si trasformera letteralmente sotto i vostri occhi e farete appena in tempo a stupirvene. E gia adesso, in questo preciso momento, capite da soli che non guarderete piu lo specchio del mondo come facevate prima. Avete appena percepito che si e alzato il vento dei cambiamenti. Si, voi e il vostro mondo siete di nuovo insieme. Il mondo si preoccupera di voi, tenetelo ben presente.

All'inseguimento del riflesso

L'uomo, con la sua visione del mondo, crea il suo strato individuale di mondo. Questa realta, a seconda dell'atteggiamento del singolo, acquisisce l'una o l'altra sfumatura. Per dirla in termini metaforici, li si instaurano determinate "condizioni atmosferiche": puo esserci la freschezza del mattino alla luce del sole o un cielo plumbeo da pioggia, si puo sfogare un uragano o addirittura un autentico cataclisma. In una certa misura la realta circostante si forma effettivamente, come si usa credere, come risultato delle azioni dirette dell'uomo. Ma i pensieri-forma possiedono una forza non inferiore, solo che il loro lavoro non si manifesta in maniera altrettanto evidente. Comunque sia, la maggiorparte dei problemi trae origine da un atteggiamento negativo e questa matassa, intrecciatasi in modo metafisico, ce la dobbiamo poi districare a livello fisico, cosa che l'aggrava ancora di piu.

In generale il quadro della realta di una singola persona dipende da quanto la persona e sintonizzata su quanto la circonda. D'altra parte, pero, la sua sintonizzazione e condizionata da quello che avviene. Ne risulta un circolo vizioso di causa-effetto: la realta si forma come riflesso dell'immagine dei pensieri dell'uomo mentre l'immagine, a sua volta, per molti versi e determinata dal riflesso stesso.


L'uomo, in piedi di fronte allo specchio, dirige su di esso tutta la sua attenzione, senza cercare di guardarsi dal di dentro. Risulta cosi che il ruolo prevalente nella catena di causa-effetto viene svolto non dall'immagine ma dal suo riflesso. L'uomo si ritrova in potere dello specchio, perche, come incantato, guarda la sua copia. Non gli passa per la testa che si puo cambiare l'originale stesso. proprio a causa di quest'insistente attenzione sul riflesso, anziche sull'originale, otteniamo quello che fortemente non desideriamo. Di solito le emozioni negative dominano totalmente l'attenzione di una persona, che si preoccupa di quello che l'infastisce, pensa a quello che non vuole avere, e non vuole quello a cui pensa. Lo specchio, d'altronde, non tiene conto del desiderio o del non desiderio di una persona, esso trasmette esattamente il contenuto dell'immagine, ne piu ne meno. Ne viene fuori una situazione assurda. L'uomo si porta dietro, costantemente, cio che non accetta. (...) Cosa succede quando una persona odia qualcosa? Essa ripone in questo sentimento l'unita dell'anima e della ragione e quest'immagine netta, riflettendosi ineccepibilmente sullo specchio, riempie di se tutto lo strato del mondo della persona, che finisce per avere in abbondanza tutto quello che odia. Come risultato la persona si irrita ancora di piu aumentando con cio stesso la forza del suo sentimento. Mentalmente manda tutti "a quel paese": "ma andate a....!" E lo specchio rimanda questo boomerang indietro: se tu hai mandato qualcuno a quel paese, anche tu vieni mandato nello stesso posto. La quantita di fastidi aumenta? Per forza! Se ci si mette di fronte allo specchio e si inveisce contro tutti e tutto: "ma va a farti friggere!", quale riflesso potra mai venir fuori? Il riflesso di come vai a farti friggere insieme al tuo mondo.(...) In generale, la tendenza ad avere aspettative pessimistiche e brutta da vedere. Una posizione del tipo: "Tanto, non ne verra fuori niente lo stesso!" si avvicina molto al sadomasochismo. Il pessimista, beandosi del proprio duro destino, si riempie di una soddisfazione perversa (...)

Con questo stesso fatalismo lo sfortunato constata la sua non invidiabile posizione: "Tutta la vita e stata un cumulo di tenebre, e innanzi non si vede il minimo spiraglio di luce". Egli, con tutte le sue forze, non desidera questo tipo di destino e percio spende tutta la sua energia mentale in sospiri e lamenti. Ma cosa puo riflettere lo specchio se l'immagine e quella di un'insoddisfazione totale? Il riflesso e tale e quale l'immagine. Se l'immagine e : "Non sono soddisfatto! Non voglio!" il riflesso sara "Si, ho capito, non sei soddisfatto e non vuoi".Ancora una volta lo specchio riprodurra lo stesso fatto, ne piu ne meno. (...)Con il suo atteggiamento negativo, l'uomo da solo si colora di nero il suo strato di mondo.

(...) Come si comporta l'uomo, quando vede che si sta realizzando una situazione che lui non voleva avere? Invece di guardare l'immagine, egli dirige tutta la sua attenzione sul riflesso, cercando di intervenire per cambiarlo. Ma il riflesso e la realta fisica, e qui si puo operare solo nei limiti dell'intenzione interna. Dunque, se il mondo non ascolta e si muove in tutt'altra direzione, bisogna afferrarlo alla gola e portarlo con tutte le forze li dove serve. E' un compito arduo, questo e certo, e in certi casi e addirittura impossibile da realizzare, e tutto cio perche la situazione e completamente assurda: l'uomo, stando di fronte allo specchio, cerca di afferrare con le sue stesse mani il suo riflesso per fare con esso qualcosa. (...) Che deve fare l'uomo, in che cosa consiste il suo errore? L'errore sta nel fatto che egli continua a fissare il riflesso, senza staccarne gli occhi. Da qui vengono tutti i suoi problemi. Ed ecco quello che bisogna fare: innanzitutto bisogna smettere di inseguire il riflesso e fermarsi, cio significa che occorre togliere lo sguardo dallo specchio e rinunciare all'intenzione interna di rigirare il mondo dalla parte che sembra giusta. Cosi facendo, la macchina impazzita si fermera sul posto e si arrestera immediatamente anche la realta. Dopodiche succedera una cosa incredibile: il mondo si muovera per venirvi incontro.

Il mondo si muove incontro

L'uomo e legato allo specchio con i fili dell'importanza, perche tutto quello che succede li e, in fine dei conti, la sua vita ed essa ha ovviamente una grande importanza. Quello che egli vede nello specchio puo piacergli o meno, ma comunque sia i suoi pensieri, per contenuto, coincidono con il riflesso e per cio stesso rafforzano maggiormente la situazione esistente.

L 'uomo si trova in piena dipendenza dalla realta che lo circonda, tanto, quanto l'immagine si trova in balia del riflesso. Tanto piu sfrenato e il suo sentire, tanto piu forte e il suo legame con lo specchio. Non e importante cosa pensi, ma a cosa pensi. Che il riflesso ti piaccia o meno, ad esso ci pensi lo stesso. Ha senso solo il contenuto dei pensieri. La non accettazione e sempre diretta dalla parte opposta: "Come mi ha stancato tutto cio!". Ma, indipendentemente dalla direzione, il modo di rapportarsi porta con se l'oggetto dell'insoddisfazione, e un sentimento sfrenato, frutto dell'unita di anima e ragione, da all'immagine contorni netti e precisi. Come risultato, nell'immagine comincia a prevalere tutto cio che corrisponde al contenuto dell'immagine. Per questo i poveri rimangono poveri e i ricchi si arricchiscono sempre di piu: tutti costoro guardano l'immagine del mondo e ognuno, a modo proprio, constata l'aspetto della realta che lo circonda. Questa realta risucchia come un terreno paludoso. (...) viviamo cosi come pensiamo la nostra esistenza. Lo specchio conferma e rafforza sempre di piu il contenuto dell'immagine dei pensieri. Non serve nemmeno riportare le solite obiezioni della serie che le condizioni iniziali sono spesso diverese: uno nasce in poverta, l'altro nasce in mezzo alle ricchezze. Certo, il punto di partenza per molti versi determina il modo in cui comincia la constatazione dell'immagine della vita e il modo in cui essa si sviluppa in futuro, ma cio non significa assolutamente che "il capitale iniziale" decide tutto. Ci sono un sacco di esempi di persone che, partendo da uno strato sociale inferiore sono riuscite a raggiungere i livelli dell'alta societa, nonche esempi contrari. Forse si tratta di rare eccezioni che confermano solo laregola? E' vero, solo che se le eccezioni sono comunque possibili significa che la regola non e cosi salda. Per quanto profonda sia la depressione in cui vi trovate, sappiate che tutto puo cambiare, tra l'altro in modo radicale. E non importa minimamente se non avete nemmeno idea di dove cominciare. Non e detto che dobbiate conoscere qual'e la via d'uscita concreta: la via si trovera da sola.
Vi sembra di essere in balia di circostanze che non siete in grado di cambiare. Di fatto e un'illusione, una finzione che si puo smascherare facilmente, a volerlo. IL fatto e che tutti noi, inconsapevolmente, giriamo attorno a un circolo vizioso: osserviamo la realta, esprimiamo il nostro rapporto rispetto ad essa, lo specchio fissa il contenuto di questo rapporto nella realta. Per trasformare la realta, bisogna uscire da questo circolo.

Guardate la realta che vi sta intorno e credete che sia impossibile cambiarla. E' effettivamente cosi. Con la vostra intenzione interna cercate di influire sul riflesso, ma non siete in grado di esercitarci un'influenza di un certo valore. Da questa parte della specchio le possibilita sono troppo limitate. D'altra parte siete in grado di prendere sotto il vostro controllo il vostro rapporto nei confronti della realta, e cosi facendo permettete che ad occuparsi della situazione sia l'intenzione esterna. Per questa forza non esiste nulla di ireralizzabile. Dall'altra parte dello specchio esistono delle varianti di sviluppo degli eventi che la ragione umana non e nemmeno in grado di sospettare.

Ebbene, per innescare il meccanismo dell'intenzione esterna occorre realizzare il quinto principio speculare: occorre trasferire l'attenzione dal riflesso all'immagine. In altre parole, bisogna prendere il controllo dei pensieri, pensare non a quello che non si vuole e che si vuole evitare, ma a quello che si desidera e si ambisce a raggiungere.

Date ancora una volta un'occhiata alla formula del circolo vizioso. L'uomo si muove in senso letterale per questo cerchio speculare, come un asino. Legato allo specchio per il tramite del suo modo di rapportarsi alla realta (e cioe con reazioni primitive nei confronti degli eventi), egli cerca con la stessa leggerezza di raggiungere il riflesso nel tentativo di cambiare in esso qualcosa. E ora proviamo a girare il cerchio speculare all'indietro: esprimiamo il nostro rapporto, lo specchio fissa il contenuto di questo rapporto nella realta, osserviamo la realta. Cosa otteniamo?

La constatazione primitiva e inutile del riflesso sparisce per lasciar il posto a una constatazione intenzionata e finalizzata dell'immagine. Al posto di esprimere, al solito, insoddisfazione per quanto visto nello specchio, decido di dargli la schiena e cominciare a formarmi nei pensieri quell'immagine che vorrei vedere. Questa e l'uscita dal labirinto speculare. Il mondo si e fermato, dopodiche mi si e mosso incontro. Ed ecco che io gia non corro, ma sto fermo sul posto, e ora e la realta stessa a venirmi incontro ed e gia un nuovo vento quello che mi soffia sul viso: e il vento dell'intenzione esterna.

Ho fatto tutto esattamente al contrario: ho interrotto il mio insensato inseguimento dell'immagine, ho mollato il mondo e gli ho permesso di districarsi da solo in conformita ai miei pensieri. Il cerchio speculare e rimasto comunque chiuso, pero ora non sono io a girare in cerchio ma e il cerchio a girare da solo, mosso dall'intenzione esterna. A sostituire la mia intenzione esterna e sopraggiunta quella esterna, giacche ho rinunciato a ogni tentativo di influire sul riflesso. Semplicemente ma in modo mirato formo nei miei pensieri l'immagine che desidero, e lo specchio duale, da solo, incarna in realta da solo il settore corrispondente dello spazio delle varianti.

Copyright © 2012 Vera Bani